Il matrimonio di Santa Lanza, detta Zzà Santuzza, con Michele Maniscalco. - Il MuVi Lascari - MuVi Lascari

Vai ai contenuti

Il matrimonio di Santa Lanza, detta Zzà Santuzza, con Michele Maniscalco.

MuVi Lascari
Pubblicato da in Approfondimenti ·
Nonostante siano trascorsi più di 100 anni, ancora oggi fanno "discutere" le nozze tra la Signora Santa Lanza, detta Zzà Santuzza nata a Lascari l'11 dicembre 1896 e Michele Maniscalco Cav. Vittorio Veneto, celebrate nella Cattedrale di Cefalù il 18 aprile 1914. Un matrimonio che non fu possibile celebrare nella Chiesa di Lascari non per dissidi tra lo sposo e l'allora Parroco Rosario Pilatia, ma perchè il Sac. Pilatia venne allontanato da Lascari per ordine del Vescovo e siccome non si provvedette in tempo alla sua sostituzione, Michele Maniscalco fu costretto a celebrare le sue nozze a Cefalù.
Desideriamo pertanto raccontare l'accaduto avvalendoci di un articolo dell'epoca di seguito trascritto.

LA POLITICA ANCHE NEL MATRIMONIO
 
"Ci scrivono da Lascari 19 Aprile 1914.
 
I partiti locali qui impongono che uno che voglia sposare debba trovarsi la fidanzata in seno al partito in cui milita.
Difatti: Maniscalco Michele, reduce da poco dall'America appartiene al partito popolare di Lascari e cerca la sua metà nella persona della signorina Lanza Santa di Salvatore appartenente al partito popolare.
Intanto a Lascari non c'è il vicario poiché il Sac. Pilatia è stato allontanato per ordine del vescovo, e siccome non si è tuttora provveduto, Michele Maniscalco è costretto a celebrare le sue nozze a Cefalù.
Il sindaco, venuto a conoscenza di tali sponsali, avvertì il padre della fidanzata esortandolo di non invitare molta gente a seguire il corteo nuziale potendo ciò sembrare una protesta contro l'attuale amministrazione.
Ciò si ebbe l'effetto contrario perché stimolò maggiormente il sentimento di partito tra gli amici del Maniscalco che spontaneamente unitisi in un lunghissimo convoglio di ventiquattro carri e carretti, oltre diversi a cavallo, si recarono ieri a Cefalù per festeggiare gli sposi.
Celebratosi solennemente le nozze il convoglio di tutti quei carri affollatissimi riprese la via di ritorno.
Alle porte di Cefalù questo lungo seguito si scontrò con l'automobile dell'on. Aurelio Drago, tutti uomini e donne discesi dai rispettivi carri attorniarono il nostro rappresentante facendogli calde ovazione.
L'on. Drago vivamente commosso smontò (...) pronunziando parole d'occasione (...) ebbe un vero successo, popolani e popolane vennero incontro al corteo mentre dallo stradale venivano esplosi numerosi colpi di fucile in segno di giubilo avendo il sindaco senza alcuna ragione proibito lo sparo dei mortaretti che erano stati all'uopo preparati.
Fin da sabato scorso abbiamo tra noi il commissario di P.S. De Montini, ed alquanti carabinieri con la missione di riaprire la chiesa la quale è tuttora chiusa in mancanza di un prete.
Ci auguriamo che Monsignor Sansoni provveda al più presto possibile".
 
*****
 
Non si conosce con esattezza la fonte giornalistica dell'articolo. Si presume sia stato pubblicato sul "Giornale di Sicilia" il 19 aprile 1914.





TUTTI I DIRITTI RISERVATI
E' vietata ogni forma di riproduzione, digitale, a mezzo web e cartaceo
delle fotografie e dei testi sia parziale che totale senza il consenso degli autori.
© Copyright  2013 - 2018


+39 329 29 19 878 (Mob)
+39 0921 60 15 49 (Uff)
muvilascari@gmail.com
Torna ai contenuti