Torre Bagari - MuVi Lascari

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Torre Bagari

   
Oltrepassato il torrente Calcavecchio, percorrendo una vecchia trazzera che si diparte dal centro abitato di Lascari, immergendosi in un suggestivo paesaggio agreste tra i più belli del territorio, si può facilmente raggiungere torre Bagari.
Ubicata nell’omonima contrada a qualche centinaio di metri dal paese, camminando lungo la stradina, in un contesto bucolico dove il bianco fiore di zagara si alterna al giallo e all’arancio degli agrumi, passando per il nero pungente delle selvatiche more, si scorge sulla sinistra e in tutta la sua austera bellezza la solitaria torre Bagari.
Posta ai piedi dell’anfiteatro naturale della Covaria, l’antico manufatto costruito tra il XV e il XVI secolo ha una modesta dimensione del tipo “torre di campagna” (turris).
Per la sua posizione geografica, torre Bagari aveva certamente il compito di difesa e controllo del territorio dagli incursori, soprattutto dai nemici che potevano pericolosamente sopraggiungere dal vicino torrente Armizzo.
Presenta una struttura muraria ad “opus incertum” e i paramenti murari hanno uno spessore limitato di ciottoli fluviali e alluvionali, cementati con l’ausilio di malta idraulica. Ha una base prossima al quadrato (m 5,40 x 5,80) alta circa 15 m, si sviluppa su tre elevazioni fuori terra, la base, il piano operativo in cui alloggiavano i “torrari” e la terrazza.
La porta di accesso, ormai del tutto diroccata, si trova al piano terra costituito da un unico ambiente coperto da una volta a crociera, nella quale, a sinistra, si scorge una botola che consentiva l’accesso al piano superiore tramite una scala di legno retrattile.
Nelle pareti circostanti, si trovano degli accessi a dei cunicoli che un tempo collegavano la torre ad altre strutture vicine e, quasi sicuramente, a dei magazzini per il deposito delle derrate agricole.
I sistemi di difesa utilizzati erano due: “Piombante” (lancio di sassi o liquidi bollenti attraverso le caditoie), e “a tiro Ficcante” (utilizzo di armi da fuoco e balestre introdotte nelle apposite feritoie.
Si comunicava dal terrazzo l’approssimarsi del nemico utilizzando di giorno il “fumo”, di notte  i “fani” e la “brogna”.
Del solaio di copertura non rimane più nulla, restano solo le pareti perimetrali con finestre e feritoie che però, una violenta tromba d’aria del 2 settembre 2010, ha gravemente compromesso nella parte superiore del prospetto ovest, provocandone un parziale crollo.
Grazie alla sensibilità dell’amministrazione comunale dal 28/08/2011 il bene culturale che risultava essere di proprietà privata è, a tutti gli effetti, patrimonio del Comune di Lascari.

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